When the sun is black


“Sono davvero stanca, mi farò un bagno caldo e mi butterò sul revilizzatore a guardare vecchi film”. Tornata a casa però, l’agente Carlson non è del tutto sola; con lei infatti c’è ancora il detective Punics, e sembra volere un altro incontro! – Ciao dolcezza..- la bacia -Come è andata in ambulanza? Tutto ok?-. Lei si siede un attimo e porta le mani alle tempie; le fanno un male cane e sembra quasi volesse schizzarle tutto fuori. <<Sto impazzendo> dice infine, <<Tutto questo non ha senso..Io, tu, noi..ed ora questo!>. Lui la abbraccia e mentre lei poggia il capo sul suo collo, avverte il brivido di una lacrima che gli scivola verso la spalla. -Perchè piangi? Tutto si aggiusterà vedrai..non è colpa tua- <<Io ho fame, sono stanca e vorrei solo smettere di pensare!>>. Lui le stringe le spalle e scuotendola leggermente le ripete a gran voce -Questa non sei tu! Tu sei fantastica sorridi sempre ed io mi sto innamorando di te..quindi ti prego- dice mentre rivoli di sangue sembrano inumidirgli gli occhi -Ti prego adesso fai un bagno caldo mentre io preparo la cena-. I due si baciano, ma appena pochi passi dopo lei sviene; battendo in terra in un tonfo sordo. Lui accorre ma prima che se ne renda conto uno sconosciuto lo afferra per la gola e lo fissa con occhi vitrei. Lui si divincola ma viene rilasciato quasi subito. Caduto a terra si tocca la carotide che pulsa tremendamente; mentre quest uomo esce dall’ombra: è Angelo. Un corpo candido ma non immacolato. Il pallore giallognolo dei morti gli colora il viso ma l’agente Punics, ancora con la vista annebbiata nota molto più di quanto dovrebbe: una collanina appena sopra un profondo taglio; quel solco che solo qualche ora fa era stato tracciato da un coltello che a mezz’aria, si era incastonato come una pietra preziosa in un collo altrimenti così candido.

Entrambi si fissano per un secondo. Prima che qualcuno dica o faccia qualcosa lei si muove e sibila qualcosa toccandosi la tempia: c’è sangue!

Michael cerca di alzarsi ma quest’ombra è più rapida di lui. In un attimo è su Mills.

Temendo il peggio l’agente cerca la pistola, ma prima che riesca a togliere la sicura questi accende la luce; è l’uomo che solo qualche ora fa era su una barella. Un morto che cammina: Angelo.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

What do you need is not what you want!!


Daniele Mituno. Bello arrivare davanti ad una porta e leggervi sopra il proprio appellativo. Apre la porta dello studio e si accorge subito che qualcosa non va. Il suo onecheck è stato hackerato. Ma come è possibile che uno dei luoghi più sicuri del mondo sia stato così facilmente eluso? Daniele lavora in un azienda di costruzione automi ed automazioni per le abitazioni. Tutte le interfacce grafiche dei software in commercio sono state progettate e vendute dalla sua azienda alle multinazionali. E’ il posto più sorvegliato dopo l’U.N.C. e I.B.T. : l’Unione Nazioni Costituite e l’Istituto Bancario Terrestre, che sono l’esercito e la banca che controllano, direttamente e non, il vivere dei pochi rimasti a quello che fu denifito “Truth behind day”: il giorno della verità aldilà! Per inquadrare il problema vi basti pensare che l’uno controlla l’esercito ovvero ciò che per “Loro” è giusto o sbagliato, l’altro fornisce i mezzi economici e l’azienda in cui Mituno è un semplice programmatore garantisce la distribuzione e realizzazione di software di controllo mediatico! Daniele è un pò sconvolto infatti resta qualche secondo con la maniglia ancora in mano; quasi a voler richiudere tutto e ritornare, per vedere se si tratta solo di una momentanea allucinazione! Il suo onecheck è operativo, è stato hackerato e qualcuno ha marchiato il suo tavolo a fuoco col simbolo di una rosa insanguinata. Chiude la porta lentamente, accarezza l’incavo ancora rosso fuoco “E’ fresco” pensa; si siede e cerca di capire cosa abbia cercato il ladro sul suo onecheck. Incredibilmente, ed apparentemente, nessun file è stato cancellato, copiato o modificato di recente. “E’ uno in gamba, il mio firewall da solo basta a tenere occupato un esperto per ore”; ciò che non riesce a capire è come qualcuno sia entrato per non prendere nulla. Ad un tratto però, un messaggio istantaneo gli si apre innanzi. Dirigendo le proprie mani cerca di zoomarlo girarlo o quantomeno capirci qualcosa. “E’ un codice! Solo due numeri, lo zero e l’uno..possibile sia”; in preda ad un raptus codifica quell’accozzaglia di indici. “E’ il codice binario!” la scritta appare chiaramente innanzi a lui. Si configura qualcosa di più pericoloso di un semplice hacker. La scritta cita tutti i suoi dati anagrafici e le maggiori informazioni personali che si trovano sul suo onecheck. “Lui non cercava un software..cercava me!”

Uno squillo lo riporta alla realtà: la sua compagna ha bisogno di lui e deve correre; lascia tutto com’è e corre a casa. Una volta lì suona ma nessuno gli apre. Preoccupato, cerca di chiamare dentro ma nessuno risponde. Un urlo! Deve agire!

Sfonda la porta con la spalla destra e quasi cade a terra quando questa cede al colpo. Trova il fratello e fede addormentati; alla tele, hanno inserito un criodecodificatore con vecchi spezzoni di programmi tv. L’urlo l’ha spaventato. Si avvicina a lei e le sfiora il viso; ma purtroppo, forse per l’agitazione forse perchè soltanto poco assonnato, il fratello spalanca gli occhi ed in un gesto di rabbia gli si scaglia contro urlando! Fede si sveglia di soprassalto trovandosi tra le gambe i due che si azzuffano per pochi secondi: il tempo che Daniele urli <<Sono Io, calmati!!>>. Pochi secondi di panico, poi tutto si tranquillizza; ma lei è scossa. Una porta sfondata, un uomo che entra senza che nessuno se ne accorga e poi quell’urlo che l’ha riportata alla realtà: era solo tornato Daniele! Cercava di proteggerla, ma da chi o cosa, ma sopratutto perchè, resta ancora da scoprire!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

When an Angel falls


Fa così freddo e tutto è così buio. Un altra persona ne sarebbe spaventata ma non lui; lui ci è già stato molte volte, lì: dall’altra parte. All’inizio, fai solo fatica a ricordare chi fossi, perchè ti trovi qui e cosa devi fare. Poi ci sono due vie: la Via della Luce, e la Via delle Tenebre. La prima di queste una volta presa non ti farà mai più ritornare, c’è chi racconta di esserci riuscito poco prima di arrivare alla fine di tutto. Si sente un caldo ed un energia che ci tira a sè, ti senti improvvisamente parte di un Tutto; non ti preoccupi più di nulla e ti annichilisci fino a diventare una particella energetica. L’altra Via è quella delle Tenebre, che non dà alcuna conoscenza del passato, presente o futuro; questa Via ti portà verso entità energetiche e spirituali, che cercheranno di darti degli insegnamenti: i loro. Ancora una volta come tante altre prima di questa, Angelo si ritrova nel Cerchio delle Anime, a giudicare ed essere giudicato. Chiude gli occhi e si concentra, la sua mente non è più condizionata da fattori fisici quali il freddo, la fame, la stanchezza; è come se fosse morto, ma più vivo di prima. Numerose entità si manifestano a lui, chi attribuendosi una fisicità, chi come pura energia. Tutte però hanno uno scopo, conoscere e divulgare! Purtroppo lì non esiste il tempo, perchè è solo un invenzione umana.Nessuno può dir loro che la Terra esiste o che semplicemente esiste la Via Lattea. Ognuno ha una storia da raccontare, senza che questa cambi mai: è la storia delle loro esistenze terrene, di ciò che erano prima di divenire spiriti guida. Angelo si guarda attorno e trova finalmente chi cercava: Sara, il primo amore di Axel. Le si avvicina e la guarda dicendole semplicemente :-Lui ti manda i suoi saluti..-. In quel momento ciò che era energia diventa forma, il ricordo della sua immagine condensa lo Spirito di Sara in un reticolato elettrochimico, creando un immagine sbiadita di sè; cè chi la chiama erroneamente “immagine residua”. Lei si volta e riconoscendo l’amico e vecchio compagno di disavventure, chiede con un filo di voce, spezzata dalla malinconia <<Come sta? E’ tanto che non mi parla..>> -Qui il tempo non esiste..sei te che sforzandoti di ricordare credi che tutto sia ormai polvere..vi siete sentiti solo una settimana fa ricordi? Prima che iniziasse tutto il suo cammino-. Non saprei dirvi cos’era quel rosso fuoco che le incendiò gli occhi e le solcò il viso quando rispose con voce altisonante <<Tu non hai idea!! Non sai cosa vuol dire non poter vedere ciò che accade a chi ami! Sapere di non poter far nulla per cambiare le cose..>>. Lui le si avvicinò e le prese il viso tra le mani. -Tu sai meglio di me che nulla è scritto..e che il suo Amore è sempre stato solo per te..vivendo al suo fianco io ho visto cosa cercava nelle altre donne..il suo cuore cercava brandelli di te-. Lei distoglie lo sguardo, o forse tutte queste reazioni sono solo il frutto di ricordi di Angelo, ormai condensati, che danno forma alla pura energia. <<Voglio tornare..>> dice voltandogli le spalle <<Procurami un involucro..una bella ragazza..>>. Lui l’afferra per un braccio tirandola a sè. In quell’istante lei entra in lui; fusione di energie e Coscienze. I suoi pensieri non sono più solo suoi! <<E’ così allora..ma perchè tu non>> rieccheggia una voce nella testa di Angelo; lui la spinge al di fuori di sè. Restano in silenzio per un pò, poi lui aggiunge -Mi dispiace, devo andare- <<Farai ciò che ti ho chiesto?>>; il suo sguardo è carico di compassione, ciò che ha visto dentro di lui deve averla ferita e sconvolta -Al momento giusto..tu avrai il compito più difficile di tutti..- dicendo così, e voltandosi, si incammina nel buio dal quale proviene. Per tornare in un corpo freddo e morto: il corpo di un morto suicida.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Overwhelming sureness


Una mattina che iniza bruscamente per la coppia Mituno. Lui deve andare a lavoro ed apre le tende; alzando la tapparella lascia entrare un fascio di luce che illumina il volto della sua morosa ancora a letto. “E’ davvero splendida” pensa; <<Amore?>> la chiama <<Svegliati..io devo andare in agenzia..>>. Lei si stiracchia e sbadigliando un pò risponde -Yaaaawn come in agenzia? Dobbiamo andare dai carabinieri! Io non sono andata a lavoro apposta! E lo sai che potrei perderlo!-. Il suo tono è arrabbiato e deluso allo stesso tempo, lui coglie subito l’ansia nei suoi occhi e la paura di dover restare sola in casa; <<Ci andiamo appena torno, alle 11, 11 e mezza sono qui..tu fatti una doccia e mangia ok? Vuoi che chiamo mio fratello così sei più tranquilla?>>. Si baciano -Senti, sì chiamalo, non mi fido a stare qui da sola..prima andiamo meglio è..-  <<Ok>> dice digitando sullo smartphone; due squilli ed una voce metallica *Pronto?* <<Wei ciao senti, mi faresti un favore? Devo andare a lavoro e qui c’è Fede che sta sola..se potessi stare un pò con lei finchè non torno..>> nonostante il tono pacato non riesce proprio a nascondere che qualcosa non va *E’ successo qualcosa?* si sente infatti rispondere. I due si scambiano un occhiata veloce, lei si strizza un occhio con la mano ma fa cenno di no con la testa. <<No no..niente di grave solo non voglio che sta sola..magari ne parliamo appena torno io devo scappare..>> *Ok tranquillo mi cambio ed arrivo* <<Posso contarci?>> *Sì sì, fai come se fossi già là* <<Grazie>> click.

Conversazione terminata. #Costo chiamata 0,28 euro. Il tuo traffico residuo è 4,45 euro. Attiva superricarica di vodafone! Per i primi tre mesi fino al 20% di traffico gratuito. Per info vai su http://www.vodafone.it nella sezione “Promo”#

<<Io vado amore..tu riposati  non ti preoccupare arriva subito ok? Per qualsiasi cosa chiama e arrivo subito>> -Grazie..- dice alzandosi ed abbracciandolo, -Ti amo- aggiunge.

Lei si lascia cadere sul divano ed accende la tv; nulla di interessante se non vecchi programmi elettorali post guerra mondiale e vecchie riedizioni di film rilette in chiave moderna da vecchiacci in uno stupido talk show.

Squilla il telefono di casa; la fa un pò sobbalzare perchè ancora mezza intontita. Si alza, spegne la tv e risponde -Pronto?-. Una voce modificata si fa subito sentire tra le interferenze *Ciao fede, fai colazione? Fatti una bella doccia poi accendi il pc, collegati al tuo goltoaccount, ci si vede lì* -Chi sei?- risponde lei un pò scossa *Fai quello che ti ho detto* click.

Lei ora trema, è decisamente scossa. Corre in camera e prende il portatile di Daniele e lo poggia sul tavolino della cucina davanti alla tv. Stacca la presa della tv che le cade per il tremore con il quale fa tutto questo. Attacca il caricabatterie ed accende il pc. Non può fare a meno di tremare, gli occhi si fanno lucidi e si guarda attorno spaventata.

Si alza e va in cucina, prende un pò di lecticina dal frigo °Mi fa schifo questo cibo chimico, dannata guerra ha distrutto tutto e lasciato niente o quasi°. Prima di uscire dalla stanza si sofferma a guardare il coltello lungo sul tavolo; lo prende. Dall’altra stanza arriva il suono d’avviamento di Nexus, il nuovo software che ha da decenni soppiantato Apple e Microsoft dopo l’ultimo crollo in borsa dovuto alla divulgazione di segreti informatici da parte di un hacker ancora ignoto. Si siede sul divanetto, beve dal bicchiere quella poltiglia violastra e posa il coltello sul cuscino a fianco a sè; a portata di mano.

Entra sul browser internet cercando la sua casella di posta; attiva il riconoscimento vocale -ATENA- dice; *Riconoscimento vocale confermato; benvenuta signorina Mola*.

Un attimo a controllare la posta e si accorge subito che ci sono delle persone online nella  chat; controllando nota che vi è la notifica per la richiesta di connessione da parte di un certo Keepsake90 e visualizza il suo profilo. Non ha foto nè dati personali accessibili; è un mistero che la fa incuriosire e decide di accettare la connessione.

*Ciao federica* legge subito come messaggio privato -Chi sei?- risponde prontamente. *Chiunque tu vuoi che io sia*; alla vista di quelle parole lei sobbalza un pò su divanetto, -Dai, chi sei? Se non me lo dici ti cancello!!- *Ok ok, mi chiamo Axel Mars, non credo che questo ti ricordi qualcosa anche se dovrebbe..ci si è visti ieri sera ricordi? Approposito come sta il tuo Daniele?*. Lei ora trema, come un brivido freddo sembra scenderle per la schiena una strana e pesante inquietudine -Perchè ci vuoi fare del male? Neanche ti conosciamo..- *Non ho mai detto di volerti fare del mare amore mio*-Ma ci conosciamo? E comunque sono fidanzata quindi per favore non scrivere amore mio- *Un tempo eri tu a chiamarmi amore mio..ora vado, il tuo Daniele sarà qui a momenti e non voglio che trovi lo studio tutto in disordine; a presto amore mio..Toc toc fede, toc toc!*. Lei inizia a piangere nervosamente, alla porta sente dei colpi ma non ha la forza nè il coraggio di reagire; fissa ancora un pò lo schermo finchè non legge OFFLINE. Si alza dal divano ed impugna il coltello, apre lo spioncino e vede Marco, il fratello di Daniele. -Cavolo!- dice facendolo accomodare -Mi hai spaventato!-. Lui la guarda e capisce subito che qualcosa non va <<Che hai? Dai racconta che è successo? Hai litigato con Daniele?>>

Si siedono sul divano, lei gli fa leggere la chat. <<Cazzo!! E’ da Daniele! Bisogna avvisarlo!>>. Chiama il suo numero ma una voce registrata risponde *Il numero selezionato non è al momento raggiungibile*; <<Dobbiamo andare da lui>> dice alzandosi, solo allora si accorge che Federica sta tremando ed emette dei rantoli. La stringe forse a sè sussurrandole <<E’ tutto apposto, tutto apposto>>. Lei non riesce a smettere di pensare a quelle parole *Un tempo eri tu a chiamarmi amore*; cerca nei suoi ricordi un barlume di luce che diradi la nebbia che il Tempo ha posato sull’immagine di lui. Non ci riesce!! Forse ha solo paura di ciò che troverà. Mentre si estranea dal mondo per entrare nei suoi ricordi sente un sibilo, come un lento soffiare al suo orecchio sinistro; un <<Ti voglio bene>> detto per farla calmare.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Behind the curtain


Sto male. Non è da me star male! Sento una fitta allo sterno; che diavolo può essere? Poi arriva la telefonata e capisco subito. Quel pazzo d’un esibizionista l’ha fatto sul serio!

<<Pronto? Ah sei te..tutto ok?>> **Sono in Ospedale, scusa per il dolore ma era l’unico modo di aver ascolto** <<Cosa cazzo hai combinato? Mi brucia la gola tremendamente!>> **Mi sono accoltellato, ti chiamo dall’obitorio, cazzo arriva qualcuno devo andare..** <<Sai dove andare e come trovarmi..>> Click..chiamata chiusa. D’ora in poi sarà solo!

-Chi era?- La voce mi arriva dalla cucina, entro e trovo UnaMaschera che traffica nel mio frigo. <<Angelo si è accoltellato..è sempre il solito ora starà sicuramente rubando una moto..>> -Eh? Ma cosa cazzo dici!!! Perchè si è accoltellato? Andiamo all’Ospedale presto!-

Lo blocco per un braccio <<Non fare cazzate, il piano è questo: Lui parla con gli sbirri noi lavoriamo dal pc..lui non può morire. E’ una lunga storia; ti basti sapere che noi due siamo legati e se lui viene ferito io sento il suo dolore e viceversa>> -E’ una delle tue cose Esoteriche vero? Quando me le insegnerai?- <<Quando smetterai di essere tanto impulsivo! Mangia molto, oggi facciamo lavorare i muscoli e non solo le dita.. >>

-Era ora che mi addestrassi..ma come mai? Ti servo per qualche commissione importante?-. Prendo il Pc e vado sul satellitare, <<Io sarò qui, tu invece dovrai essere qui a controllare che tutto vada secondo i piani!>>.

Un ottima colazione mi serve sempre. E’ da un pò che ho iniziato a mangiare e dormire regolarmente; tuttavia, mi sento strano, inquieto direi. Sto per insegnare alcuni segreti del combattimento ad una persona che non ho mai visto in faccia. <<Ascolta, io non ti conosco, non ti ho mai visto in faccia eppure abbiamo passato molto tempo insieme. Perchè non posso vedere il tuo volto? E’ sfigurato?>>. Addenta un cornetto e mi risponde con la bocca piena di briciole -Io posso essere chiunque, l’anonimato fa sì che io venga giudicato per le mie azioni e non per il mio nome- <<Ottima risposta ma ora andiamo, hai molto da imparare!>>

Scendiamo per una scala a chiocciola, entriamo in una specie di biblioteca, sposto uno scaffale e vi è una porta blindata -Troppo scontato non trovi?- <<Ok allora prova ad aprirla>> solo allora notò che mancavano serrature; era come un muro di spesso e freddo metallo. -Che diavolo!! Ma come cazzo si apre!- <<Prima lezione mio allievo “Non esistono porte che la Mente non possa aprire!”. Ora osserva>>. Mi concentro ed alzo la mano destra, si sentii come uno scatto di serratura ma nessuno vide nulla muoversi; era sbalorditivo ed allo stesso tempo imquietante -Telecinesi!- disse, <<Già, entra>> dissi entrando ed accendendo la luce. Si accorse subito che quell’ala del palazzo doveva essere molto antica; a terra non vi era pavimento ma solo terra battuta dai secoli, il soffitto non c’era, almeno così credevo data l’altezza e profondità della cupola che ci sovrastava. <<Ho ristrutturato tutto io>> dissi orgoglioso <<E pensare che non mi è mai piaciuto lavorare eheheheh comunque non preoccuparti, c’è anche qualcosa di tecnologico ma lo vedremo in seguito>>. Ci avviciniamo ad un tavolino in legno mogano, lui capii subito che era stato comprato e messo lì, era troppo pulito. Mi avvio verso il muro <<Seconda lezione “Tutto è ciò che ti sembra sia” questo ti sembra un muro>> scaglio un pugno che ridonda per la stanza <<invece è uno scaffale per le cose, ora voglio che tu lo chiuda>>. Presi degli aghi chirurgici, li posai sul tavolo, lui intanto si avvicinò allo scaffale e provò a chiuderlo, ma era pesantissimo perchè fatto interamente di pietra. -Non ci riesco non sono Hulk!-; Lo guardai a lungo con aria di commiserazione <<E’ perchè sai usando le braccia e non la testa dammi la mano..>> me la porse e gliela feci stendere col palmo rivolto verso il blocco <<Tu non devi sollevare alcun blocco, devi solo portare il tuo palmo in alto>> dissi  spingendo la mia mano, incredibilmente gli parve leggerissimo e prima che se ne accorgesse, stava sollevandolo da solo! <<Si chiama Chi, la forza che scorre in ogni cosa. Imparerai a controllarla dopo che avrai imparato a concentrarti. Ora voglio che tu prenda uno di questi aghi, e lo spezzi mettendolo tra pollice ed indice, esattamente in questo modo>> presone uno tra le dita, inizio a premere finchè non mi si conficca nella carne.UnaMaschera sentì distinatamente il rumore del ferro che batte su qualcosa che credo potesse essere l’unghia dell’indice, raccapricciante! -Ma non senti dolore? Ok ok ci provo- <<Non riuscirai mai a spezzarlo, ma a piegarlo sì, è una tecnica di controllo mentale sul dolore; col tempo dovresti riuscire a tenere un pugnale nella schiena senza avvertire alcun male>>. Si concentrò a lungo, forse però sulla cosa sbagliata, non riusciva a distogliere lo sguardo dalla punta acuminata di quello che ora era il mio piccolo strumento di tortura mentale. Lo fissavo divertito, col dito ancora sanguinante <<Chiudi gli occhi, concentrati sulla mia voce, rallenta il tuo battito cardiaco, respira lentamente e non troppo a fondo; lo senti ora? Senti il tuo cuore pulsare? Ora devi rilassarlo, farlo andare lentamente, senti il sangue scorrere lungo il tuo braccio, fallo rallentare, le tue dita si fanno vuote come plastica, ora puoi chiuderle..>>. Iniziò a chiuderle tenendo gli occhi ben chiusi, avvertì solo il sangue scorrere lungo l’ago. -Non sento dolore! Non fa male!- <<Bravo continua così! Ricorda che tu puoi cambiare la forma e sostanza delle cose solo pensandolo e concentrandoti..ora estrailo>>. Continuava a provarci ma non ci riusciva; questo sì che faceva male <<Un colpo secco, altrimenti non ci riuscirai mai!>> gli presi la mano e la stesi sul tavolo, chiuse la sua intorno all’ago e <<Ecco fatto!>> dissi -Cazzoooooooo cazzo cazzo cazzooooo- <<Aahahahahahah dai bevi questo, ti passerà!>>. Beve d’un sorso, -Che schifo è sta roba!-. Si sentì girare la testa, poi tutto si fece più luminoso. Vidi la mia mano guarire mentre una voce lontana mi ripeteva “E’ una tua scelta, una tua scelta!”. Mi ripresi e vidi che ero a terra <<Non preoccuparti è normale le prime volte, non è una droga ma un ritrovato alchemico se è questa la tua paura>> -A base di allucinogeni o cosa? Io ho avuto delle visioni, una strana voce- <<Non credo sia stata tanto strana, di solito è la voce di un nostro parente, con me era quella di mia sorella che mi sgridava>>.

Si alzò dal tavolo e mi porse la mano <<Ohhhhhhhh issa!! Mamma mia questa vecchiaia ahahahahah..seguimi ora ti faccio sgranchire un pò queste ossa!>>.

Scendemmo per la scala a chiocciola in un silenzio innaturale; “Devo averlo spaventato” pensai! Arrivati nello scantinato dove pochi giorni fa ci eravamo scontrati io ed Angelo, battei le mani ed accesi le luci su un blu violastro. -Finalmente mi mostri qualche tuo giocattolo- disse abbozzando un sorriso. Lo guardo fisso e gli dico <<Vediamo se ti divertirà il mio teatro di marionette>>. Premuto il palmo della mia mano su una schermata ormai impolverata dal tempo e dall’incuria, si accese uno scansionatore d’impronte. Restai a guardalo nascondendo il mio sorriso mentre il suo battito accelerava; potevo capirlo dalle vene del collo che si irrigidirono quando vide aprirsi un portellone e delle figure umanoidi avvolte nell’ombra irradiavano luci rossastre da quelli occhi lucidi. Lui capìì subito cos’erano. -Ma questi, non erano stati distrutti tutti dopo l’ultima guerra?- <<Così dicono, ma i miei fornitori sono tipi che non accettano un no come risposta..>> -Chi hai dovuto uccidere per avere questi ritrovati tecnologici?- mi guardò con aria mesta e poi aggiunse -Posso studiarli?- <<Oh farai molto di più..dovrai batterli!>> -Ma ti rendi conto che questi sono..- <<Si, i tuoi avversari: Cyborg!!!>>

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Better safe than sorry!


-Se ne è andato..ce la fai ad alzarti?- <<Certo ma chi diavolo era? Un pazzo..dobbiamo andare ai carabinieri!>> -E la cena?- <<Cazzo ma tu hai capito cos’è successo? Io no!! Questo pazzo viene qui ci aggredisce e tu pensi a mangiare?>>.

In quel momento lei scoppia a piangere; -Scusa io, cercavo solo di non pensarci e di andare a dormire; mi dispiace.- <<Scusami tesoro, ehi! Vieni qui. Scusami è che sono ancora nervoso. Ci pensiamo domani ok? Stasera andiamo a cena e poi ci facciamo un pò di coccole così passa tutto.>> -Ok. Sicuro che stai bene? Hai tutto il collo rosso mamma mia!!- <<Però gli ho tirato un pugno!>> abbozza un sorriso -Secondo me però lui è molto più forte di te- <<Grazie, hai appena ucciso la mia virilità!>> -Uhm, io penso che la tua virilità sia apposto- si scambiamo un bacio ed entrano in una pizzeria. -Io prendo una margherita con wustel e patatine e una birra grande bionda- <<Io una Valtellina e da bere una Ceres doppio malto rossa, ho bisogno di bere>> -Ok guido io amu capito!-. Tutto torna alla normalità. I due cenano e vanno a casa, lo fanno sul divano e poi si addormentano. Quella brutta esperienza non è un problema per loro. Non stasera, non oggi!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

A cold day of winter


Oggi è sabato. Un giorno come tanti e come nessuno; perchè ogni sabato Lei esce con il suo amico-compagno. Eccoli lì, seduti su una panchina a parlare. Potrei esserci io al suo posto; ed invece sono qui a guardare quell’angelo che è volato via in primavera gelandomi il cuore e facendo appassire il frutto di un amore mai consumatosi del tutto. Sono con il pc in auto. Loro non possono vedermi e anche se fosse, che differenza farebbe? Lei non può riconoscermi, lui non mi ha mai visto. Si alzano. Devo seguirli. Prendo il netbook, esco dall’auto e mi accendo uno dei miei sigari. Stanno andando a cena credo. Devo fermarli. <<Scusate..scusate..posso rubarvi dieci minuti?>>. Si girano e Lei è sempre bellissima, le faccio un pò paura per via del cappuccio; lo tolgo. -Scusa ma dobbiamo andare..- dice Lei <<E’ molto importante, posso parlarti un attimo solo?>> ed ecco il cavaliere che difende la donzella -No mi dispiace, Lei resta qui!- <<Ok>> dico pigiando dei tasti al netbook.

Subito lui inizia a non respirare bene, e sviene. -Aiutami! E’ svenuto chiama l’ambulanza!- <<Ascolta, non ho molto tempo..io sono ****** una volta eravamo fidanzati. Ora vorrei tu mi ascoltassi perchè mi sei mancata moltissimo; in questo periodo ti ho osservata vivere da lontano..Lui non ti ama; ma se tu lo ami prima prova a conoscermi e scoprire quanto sono cambiato.>>. La raffica di parole e il corpo del suo ragazzo a terra l’hanno sconvolta; ha gli occhi lucidi ma non saprei dire se per me o per lui. -Aiutami! E’ svenuto!Fai qualcosa!!- <<Ok>> dico inserendo il codice di sblocco, <<Tutto tuo..>> gli tiro due schiaffi e si sveglia.

-Amore, oddio come stai? Ce la fai ad alzarti?- <<Ce la fa non preoccuparti..vedi? Alla fine ho parlato con Lei..ti dò un consiglio..sparisci..io voglio stare con lei..>>

Si alza lentamente. -Ascolta, non ti conosco..ma vedi di sparire- <<Altrimenti cosa? Dai su! Ora! Fammi vedere cosa sai fare!>> -Smettetela!- la guardo e sto già male; non avrei pensato di fare a botte con qualcuno davanti a Lei. -Ti spacco la faccia se solo vengo a sapere che le dai fastidio sa? Sparisci!-. La guardo, <<Io vado, questo è il mio numero, ti cercherò..ah, Io ho ucciso Giusy!>> aspetto una sua reazione, poi aggiungo <<Lo meritava!>> -Stronzo!!! Io ti ammazzo bastardo!-

Cazzo. Pensavo fosse più debole un suo pugno! Fa male! <<Bravo! I pugni li sai tirare vedo!>>. Lo prendo per il collo con una mano e lo sollevo da terra <<Ma non provarci con me!>> mi rivolgo a lei <<E lui dovrebbe proteggerti?>>; mi avvicino e la bacio <<Io vado Amore mio>>.

Lascio andare il suo ragazzo che si tocca la gola. <<Sei simpatico ma lasciala stare ok? Non voglio doverti uccidere!>>. Mi allontano salutando. Salgo in auto e vado via!

Lascio dietro di me due persone sconvolte. L’una delle quali è stata il senso della mia Vita per molto molto tempo. Ora, anche loro hanno lasciato qualcosa in me, come credo di aver fatto anch’io : tante domande senza risposta!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento